Dario Pandolfo allo Ngonia Bay, una ventata d’aria fresca in Sicilia

Dario Pandolfo allo Ngonia Bay, una ventata d’aria fresca in Sicilia

Assaggi dal menu del giovane chef già con Niederkofler, approdato ora nella struttura della Baia del Tono a Milazzo, una delle più belle spiagge isolane.

Da qui, se solo si riuscissero a staccare gli occhi dalle meraviglie di un tramonto dissennante, girando a tuttotondo, si potrebbero vedere contemporaneamente i fumi dell’Etna, di Stromboli e di Vulcano. La Baia del Tono a Milazzo è una delle più belle spiagge siciliane e si trova nell’ultimo tratto del lungomare di Ponente; i milazzesi l’hanno sempre chiamata ‘Ngònia, utilizzando l’antico termine greco che significa “angolo” e che, allora come adesso, fotografa la curva retta che il litorale, rettilineo per chilometri, crea d’improvviso con il costone roccioso e le alte scogliere. In questo angolo di paradiso Marco Calabrese, imprenditore autoctono classe 1987, supportato da sua sorella Rachele, nel 2017 ha inaugurato Baie de Ngonia, un elegante ed esclusivo boutique hotel articolato in sette suite, due ristoranti, un bar, un giardino dalle mille e una notte con un’invitante piscina al centro e un rooftop fronte brezza e vista Eolie che, a cielo rosso, blocca le parole e libera sospiri.

«Abbiamo ristrutturato una palazzina del 1815 – racconta il patron – e fatto edificare accanto un nuovo fabbricato moderno ma non dissonante con la storicità del borgo e la naturalità del panorama». Una volta fissata la forma, Calabrese ha cercato i contenuti: «Dopo due anni di attività, abbiamo deciso di investire in maniera importante nella cucina della struttura con l’intento, in primis, di offrire ai nostri ospiti un’esperienza gastronomica all’altezza del contesto e, dopo, di provare a farci notare nel panorama della ristorazione regionale e nazionale».

Con dette premesse, a giugno è stato coronato da toque il nuovo chef Dario Pandolfo, milazzese nato nel 1991, che, dopo un diploma all’istituto alberghiero di Locri e perfezionamento all’Alma di Colorno, ha trascorso quattro anni al St. Hubertus di San Cassiano in Badia, chef de partie nella brigata tristellata di Norbert Niederkofler. Da non trascurare in curriculum i periodi al Terra di Sarentino, al Villa Joya di Albufeira e al Geranium di Copenaghen.

«Sono stato fortunato perché sono entrato nelle cucine del St. Hubertus nel 2015, quando il progetto Cook the Mountain era in embrione – afferma  il cuoco ventinovenne – ed ho avuto il privilegio di osservare da vicino la genesi e lo sviluppo della nuova identità gastronomica dello chef».

Tris di carote, gialla, arancione e viola, con panna acida, finocchietto selvatico, estratto di carote e aceto di mele

Insalatina con 30 tipi diversi di erbe e fiori ed estratto a freddo di pomodoro verde

Richiami edibili e nobili alla permanenza altoatesina di Pandolfo sono due ouverture belle da vedere, stimolanti da mangiare e indicative della ricerca che lo chef ha iniziato sul territorio: il Tris di carote, gialla, arancione e viola, con panna acida, finocchietto selvatico, estratto di carote e aceto di mele e l’Insalatina con 30 tipi diversi di erbe e fiori ed estratto a freddo di pomodoro verde.

Altri due antipasti, a narrare mare e terra in un boccone, sono Cozze, patate e vino, piatto intenso concepito con mitili, pomodorino confit, chips di patata viola e una salsa al vino alla francese su una base di patata schiacciata, e la più diretta Battuta di razza modicana con spuma di ragusano, polvere di cappero disidratato, sesamo e foglia di nasturzio.

Cozze, patate e vino

Battuta di razza modicana con spuma di ragusano, polvere di cappero disidratato, sesamo e foglia di nasturzio.

Richiami edibili e nobili alla permanenza altoatesina di Pandolfo sono due ouverture belle da vedere, stimolanti da mangiare e indicative della ricerca che lo chef ha iniziato sul territorio: il Tris di carote, gialla, arancione e viola, con panna acida, finocchietto selvatico, estratto di carote e aceto di mele e l’Insalatina con 30 tipi diversi di erbe e fiori ed estratto a freddo di pomodoro verde.

Altri due antipasti, a narrare mare e terra in un boccone, sono Cozze, patate e vino, piatto intenso concepito con mitili, pomodorino confit, chips di patata viola e una salsa al vino alla francese su una base di patata schiacciata, e la più diretta Battuta di razza modicana con spuma di ragusano, polvere di cappero disidratato, sesamo e foglia di nasturzio.

 

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gabriele tumeo
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